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Paesi Bassi al primo posto, Iraq chiude la classifica. Italia 20esima, con un livello di conoscenza dell’inglese in crescita del 7,92% rispetto al 2014.

A livello aziendale, il segmento della consulenza e dei servizi professionali presenta migliori competenze linguistiche, mentre gli operatori del settore della logistica rimangono in fondo alla graduatoria, insieme all’istruzione, che desta preoccupazione.

L'ultimo report EF EPI-c,  condotto testando un panel di 510.000 persone testate, appartenenti a 2.078 Aziende con 16 settori - valuta la conoscenza dell’inglese nella forza lavoro di 40 Paesi nel mondo. Lo studio evidenzia dati interessanti per quel che concerne l’indice di competenza linguistica per settore e correlazioni significative con tre importanti indicatori commerciali e finanziari: innovazione globale, trasparenza governativa e facilità nel fare affari.

Per Paese. L’Europa occupa i primi 5 posti del ranking mondiale, con i Paesi Bassi che guidano la classifica con un punteggio di 73,83, a testimonianza di una competenza linguistica di livello upper intermediate. Seguono a poca distanza i Paesi Scandinavi, nello specifico: Danimarca (72,04), Svezia (71,71), Norvegia (71,27) e Finlandia (69,18). Filippine (67,38) ed Emirati Arabi Uniti (66,10) sono i primi Paesi non europei che compaiono all’interno della classifica e ricoprono, rispettivamente, il 6° e il 7° posto. Il nostro Paese si trova a metà della graduatoria, al 20° posto, con un indice di conoscenza dell’inglese di livello intermedio grazie al punteggio di 58,61. Chiudono la classifica, con una competenza linguistica molto bassa, Venezuela (45,33), Costa Rica (43,96), Tailandia (39,62), Arabia Saudita (37,97) e, all’ultimo posto, Iraq (33,64). In tal senso, è tracciabile un chiaro schema regionale, che vede 7 dei 10 Paesi più competenti in Europa (i primi 5 della classifica e il Portogallo, all’8° posto) e 6 di quelli meno competenti in America Latina (Cile, Perù, Brasile, Colombia, Venezuela e Costa Rica).

C’È CHI SCENDE: IL CASO ITALIA

A confronto con l’edizione 2014, condotta su 32 Paesi e 22 Settori, la ricerca 2016 mette in luce una serie di trend interessanti, che rivelano come siano cambiate le competenze linguistiche tra i diversi Paesi e all’interno dei differenti Industry. Nello specifico, l’Italia slitta dal 15° posto del 2014 (con 54,31 punti) alla 20° posizione del 2016 (con un punteggio di 58,61), mostrando però un incremento del 7,92% negli investimenti in formazione linguistica, che evidenzia tuttavia la loro ridotta efficacia, a fronte dei risultati registrati. I nostri vicini di casa, Germania, Francia e Spagna, (rispettivamente, 15°, 23° e 16° posto nell’indice 2016) presentano un trend leggermente discendente, con punteggi che passano dal 60,48 del 2014 al 60,16 del 2016 per la Germania (-0,53%), da 55,68 a 54,75 per la Francia (-1,67%) e da 61,14 a 59,98 per la Spagna (-1,90%).
Caduta libera invece per Colombia e Svizzera, che chiudono il 2015 con una diminuzione della competenza linguistica in inglese rispettivamente del 8,98% (da 52,34 a 47,64) e del 7,67% (da 64,69 a 59,73) rispetto al 2014, segnando per la Colombia anche un abbassamento del livello di inglese da B1 ad A2.

E C’È CHI SALE

Le prime 5 posizioni della classifica per Paese rimangono pressoché invariate, con i Paesi del Nord Europa nei primi posti della classifica, grazie al loro costante miglioramento nelle prestazioni linguistiche. In tal senso, i Paesi Bassi, primi quest’anno e secondi nella scorsa edizione, registrano una migliore conoscenza dell’inglese a livello aziendale, con un +3,3% rispetto al 2014. Anche Danimarca (prima nel 2014), Svezia, Norvegia e Finlandia mantengono un trend positivo, con deboli incrementi, rispettivamente, dello 0,75, 0,56, 0,25 e 1,72%. Nella classifica degli Stati che hanno mostrato un incremento maggiore nel livello di competenza linguistica troviamo in prima posizione la Corea del Sud (al 23° posto nel 2014 e al 16° nel 2016), che passa da un 49,88 nel 2014 ad un 57,57 nel 2016, registrando un miglioramento del 15,42%. Seguono il Cile (+4,92%), e la Turchia (+3,80%), rispettivamente nella 31° e 29° posizione della graduatoria EF EPI-c 2016.

 

L’INGLESE PER SETTORE: ISTRUZIONE, UNO STATO DELL’ARTE PREOCCUPANTE

La classifica per Settore. A livello mondiale, la Consulenza e i servizi professionali sono in testa alla classifica, con un punteggio di 59,97, per una competenza di livello intermedio (B1). Seguono, a distanza di due punti, il settore Ingegneria (57,50) e quello del Food&Beverage (57,19). Al quarto posto troviamo Contabilità, banche e finanza e IT al quinto, con un punteggio rispettivamente di 57,18 e 56,56. In fondo alla graduatoria, con un livello di inglese molto basso, il settore della Difesa e della Sicurezza (47,50) l’Istruzione (42,82), il Settore Pubblico (41,94) e, in ultima posizione, la Logistica (40,87).
Risultati sorprendenti. Dai dati dello studio e dal confronto con l’edizione 2014, è possibile evincere una serie di correlazioni interessanti: in primo luogo il report illustra uno scenario allarmante sul settore dell’Istruzione nel mondo, che presenta uno dei punteggi più bassi nella classifica, con un livello di inglese che non supera l’A2, in netto peggioramento rispetto al 2014 (da 51,58 a 42,82 per un -16,98%). La ricerca dà inoltre origine a risultati controintuitivi che mostrano come settori con una significativa esposizione internazionale come l’Aviazione e la Logistica abbiano una competenza in inglese sorprendentemente bassa, rispettivamente di 50,34 (B1) e 40,87 (A2). Nello specifico, grazie ad un’analisi a livello intraziendale per competenza linguistica nel settore dell’Aviazione, si riscontra come gli Assistenti di Volo siano la categoria che ha la competenza d’inglese più bassa, al limite del livello B1 (49,06).
In aggiunta, un’approfondita analisi dei dati in termini di incremento percentuale tra il 2014 e il 2016 mostra che le Industry ad aver maggiormente investito in formazione linguistica sono state Food&Beverage, da 46,84 a 57,19 (+22,1%), Contabilità, banche e finanza, da 51,32 a 57,18 (+11,42%), Salute e settore farmaceutico, da 51,11 a 55,31 (+8,22), Produzione, da 48,42 a 51,41 (+6,18) ed Automotive, da 49,21 a 52,03 (+5,73%). Peggiora anche il Settore Pubblico, da 49,58 a 41,94 (-15,41%) e, in fondo alla classifica, troviamo la Logistica, che scivola bruscamente da un 50,53 a un 40,87 (-19,12%).

“Nonostante l’inglese sia universalmente conosciuto come la lingua internazionale degli affari, infatti, persistono grandi divari in termini di competenza linguistica nei diversi Paesi. La media del punteggio degli intervistati - commenta Cristina Sarnacchiaro, Country Manager Italy di EF Corporate Solutions - si attesta ad un livello intermedio di B1(52,56), il che denota una forza lavoro in grado di sostenere conversazioni su argomenti familiari e attuali ma non di taglio tecnico o dettagliato. Se si guarda ai dati in questo senso, appare evidente come lo scenario lavorativo mondiale necessiti di un approccio alla formazione più diversificato e mirato ai singoli settori.”

fonte: www.ansa.it

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